Garante regionale dei diritti della persona
del Veneto
Attività di promozione, protezione e pubblica tutela dei minori di età

L'attività per la tutela volontaria di minori di età

Nella Regione del Veneto il compito di promuovere la formazione di persone idonee a svolgere attività di tutela a vantaggio di minori d’età e di fornire consulenza a quanti vengono nominati tutori, è attribuito, per legge, al Garante regionale dei diritti della persona (cfr. art. 13, c. 1 lett. a, l.r. 24 dicembre 2013, n. 37 “Garante regionale dei diritti della persona”).
Attraverso tale disposizione normativa, è stato così riconosciuto in capo al Garante quel medesimo compito formativo e di sostegno che, fino all’istituzione dello stesso, era stato attribuito da altra legge regionale oggi abrogata (l.r. 9 agosto 1988, n. 42), al Pubblico Tutore dei minori.

Questo passaggio di funzioni pressoché invariato, dall’allora Pubblico Tutore dei minori al Garante regionale dei diritti della persona, consente oggi al Garante di svolgere tale compito istituzionale in piena continuità con le scelte operative adottate in passato dalla precedente Istituzione di garanzia dei diritti dei minori di età, che hanno portato al graduale abbandono - nel territorio veneto - della nomina a tutore di rappresentanti istituzionali spesso non in grado di seguire effettivamente il minore loro assegnato.

In base a tale mandato normativo, il Garante regionale dei diritti della persona del Veneto, progetta e mette in campo azioni per:

  • favorire la crescita di una sensibilità sociale nel territorio, in modo da far emergere persone disponibili ad assumere il ruolo di tutore di minori di età;
  • formare i volontari a tale ruolo;
  • garantire consulenza e aggiornamento formativo durante tutta la durata della tutela a coloro che sono stati nominati nel ruolo dall’Autorità giudiziaria.
Cosa riguarda.

La rappresentanza del minore di età spetta di norma ai genitori (art. 320 del codice civile).
Tuttavia vi sono situazioni in cui la rappresentanza del minore di età non può essere esercitata dai genitori, quali:

  • incapacità dei genitori per loro minore età o interdizione;
  • genitori dichiarati sospesi o decaduti dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • lontananza o irreperibilità dei genitori (ad esempio, nel caso dei minori stranieri non accompagnati);
  • abbandono del minore o suo mancato riconoscimento alla nascita;
  • dichiarazione di adottabilità del minore;
  • morte di entrambi i genitori.

In tali situazioni diventa pertanto necessario procedere alla nomina di un tutore.

Il servizio offerto dal Garante.

Il ruolo del Garante regionale dei diritti della persona del Veneto non è quello di nominare il tutore del minore di età, che è e rimane atto di competenza dell’Autorità giudiziaria.
Il Garante, attraverso le azioni che mette in campo, si propone di fare in modo che il ruolo di tutore venga assunto ed esercitato da parte di volontari opportunamente individuati e formati, favorendo quindi una tutela del minore il più possibile aderente alle caratteristiche e ai bisogni del singolo bambino o adolescente e realmente orientata alla tutela effettiva dei suoi diritti.

Il Garante interviene dopo che presso il Tribunale si è aperto l’iter per la nomina di un tutore, supportando il Giudice nell’individuazione di una persona idonea rispetto al caso specifico.
Su richiesta del Giudice, il Garante individua - tra coloro che hanno seguito i percorsi formativi dallo stesso promossi - un volontario disponibile ad assumere la tutela, il più possibile adeguato rispetto alle caratteristiche personali e alla condizione del minore.

Come opera il Garante.

Il Garante persegue l’obiettivo di favorire una reale tutela/rappresentanza del minore, mettendo in campo una serie di azioni strutturate come lavoro di rete con le altre Istituzioni deputate alla cura e alla tutela dei minori di età, presenti sul territorio.
Attraverso una stretta collaborazione tra il Garante e una rete di professionisti dei servizi sociali e sociosanitari del Veneto individuati dalle Aziende ulss e dalle Conferenze dei Sindaci come referenti territoriali per tale attività, vengono portate avanti azioni di sensibilizzazione della comunità locale, di ricerca di volontari aspiranti tutori, di organizzazione di percorsi formativi, di accompagnamento e monitoraggio dei tutori nominati.

L’attività si sviluppa attraverso:

  • Azioni di sensibilizzazione e formazione.
    Il Garante cura la preparazione dei volontari aspiranti tutori, realizzando appositi corsi di formazione per poter predisporre liste di volontari articolate territorialmente, a garanzia della vicinanza del tutore al minore tutelato.
    I corsi sono finalizzati a fornire al volontario le informazioni di base sulla tutela legale, sui compiti del tutore e sulla rete di protezione del minore e possono essere preceduti da azioni di sensibilizzazione e informazione, allo scopo di promuovere nel territorio la conoscenza di questa peculiare forma di volontariato sociale.

  • Gestione della banca dati.
    I nominativi e le informazioni concernenti i volontari formati attraverso i corsi vengono inseriti in un’apposita banca dati gestita dal Garante dei diritti della persona, al fine di fornire all’Autorità giudiziaria che ne fa richiesta l’indicazione del volontario più adatto ad assumere la tutela per il caso specifico.

  • Accompagnamento, consulenza e monitoraggio dell’attività dei tutori.
    Periodicamente vengono organizzati incontri territoriali dei gruppi di tutori per monitorare la loro attività e fornire loro consulenza e aggiornamento formativo. Inoltre, il Garante dei diritti della persona e i Referenti territoriali garantiscono ai tutori attivi accompagnamento, orientamento sostegno.
Chi può rivolgersi.

Possono rivolgersi al Garante regionale dei diritti della persona del Veneto per chiarimenti sulla tutela e sulle competenze e responsabilità in capo al tutore:

  • i tutori nominati; 
  • i referenti territoriali per i tutori che operano nei diversi ambiti ulss;
  • i responsabili e i professionisti dei servizi sociali e sociosanitari del Veneto; 
  • i responsabili e i professionisti delle comunità di accoglienza che operano nel territorio e le famiglie affidatarie; 
  • dirigenti e insegnanti di centri per la formazione professionale e/o di istituti scolastici di ogni ordine e grado; 
  • privati cittadini.
Come accedere al servizio.

Per accedere ai servizi di consulenza, orientamento non è necessaria alcuna formalità particolare.
E’ sufficiente contattare il Garante regionale dei diritti della persona del Veneto ai seguenti riferimenti:

Non è possibile accedere direttamente all’Ufficio del Garante regionale dei diritti della persona, ma solo previa richiesta di appuntamento o in base ad espressa convocazione da parte del Garante.

Il servizio offerto è gratuito.

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