Garante regionale dei diritti della persona
del Veneto
Attività di promozione, protezione e pubblica tutela dei minori di età
Il diritto all’istruzione per i minori appartenenti a gruppi vulnerabili: minori adottati, minori stranieri, minori con disabilità. I MINORI ADOTTATI

(parte 1 - continua)

 

Echi dal seminario su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”, svoltosi presso il Centro diritti umani dell'Università di Padova l’8 ottobre scorso, promosso dal Centro stesso in collaborazione con Save the children Italia e partecipato dal Pubblico Tutore dei minori del Veneto.

 

Il seminario di presentazione del 4° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, promosso dal Centro diritti umani dell’Università di Padova in collaborazione con Save the children Italia (cfr. notizia dedicata), come da programma, ha toccato il tema del diritto all’istruzione dei bambini e degli adolescenti appartenenti a gruppi vulnerabili, quali i minori stranieri, i minori adottati e i minori disabili.

I risultati di questo monitoraggio, pubblicati nel Rapporto sopra ricordato e riferiti dai diversi relatori intervenuti, hanno consegnato al pubblico presente una serie di informazioni sul livello di accesso a questo diritto, sulle buone prassi registrate, sulle criticità emerse, anche alla luce dell’andamento dei fenomeni monitorati, delle indicazioni espresse dal Comitato ONU sulla CRC nei confronti del nostro Paese e del riconoscimento di questo diritto nella Convenzione stessa.

 

In particolare: 

 

Il diritto all’istruzione per i minori adottati.
Nel corso di questi ultimi anni, parallelamente alla crescita del numero di adozioni internazionali, è aumentato il numero di studenti adottati presenti nelle scuole italiane ed i minori che arrivano in Italia a scopo di adozione sono di età sempre più elevata, alcuni quindi già in età scolare.

La Commissione Adozioni Internazionali, nel Rapporto statistico del giugno 2007, evidenzia che i minori adottati in Italia attraverso l’adozione internazionale a partire dal giugno 2000 fino a giugno 2007 sono 16.604.
Il 35% dei minori, al momento dell’ingresso in Italia, si collocava nella fascia di età tra i 5 e i 9 anni. La provenienza del 90% dei minori adottati con adozione internazionale si concentra in 15 Paesi, per i quali l’età media risulta essere 5 anni, con un minimo di 1 anno e 6 mesi fino a un massimo di oltre 11 anni.

Di conseguenza la scuola diventa attore di fondamentale importanza nel loro percorso di inserimento.

Da un lato infatti l’ingresso a scuola si arricchisce di complessità per i minori adottati, che portano con sé esperienze particolarmente dolorose e storie difficili, dall’altro la scuola si trova spesso impreparata ad affrontare il mondo dell’adozione.

Strategico per il superamento di questa criticità, nell’analisi offerta dal Gruppo di monitoraggio per la CRC , è lo sviluppo di una maggiore sinergia e integrazione tra le scuole e gli Enti, che seguono l’adozione, e i servizi sociali degli Enti Locali, ponendo al centro la responsabilità e la partecipazione della famiglia adottante» ed è quindi auspicabile da parte delle Regioni la predisposizione all’interno dei protocolli regionali che regolano la materia adottiva in ambito locale, l’inserimento di una sezione dedicata alla scuola nei percorsi di post adozione.

 

Un ruolo importante potrebbero giocarlo anche i libri di testo: il monitoraggio riferisce, infatti, una scarsità di riferimenti all’adozione nei libri di testo scolastici della scuola primaria. Questo aspetto assume rilevanza sotto due punti di vista: da un lato lo studente adottato non trova nei libri utilizzati a scuola alcun riferimento rispetto alla propria realtà; in secondo luogo gli insegnanti non hanno l’opportunità di usufruire di uno strumento come il testo didattico per affrontare l’argomento.

 

Quali esempi di buone prassi locali sulla questione, sono state segnalate quella della Regione Emilia Romagna, attraverso la circolare dell’USR del 6 febbario 2007 “Azione di accoglienza scolastica per alunni e alunne adottati, Percorsi di post adozione” e, con riferimento alla Regione Veneto in particolare, le “Linee guida per l’accoglienza e l’inserimento scolastico del bambino adottato”, rivolte alle scuole dell’infanzia e primarie, presentate di recente a Belluno, nell’ambito del Progetto pilota regionale “ LA SCUOLA INCONTRA L’ADOZIONE”.

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