Garante regionale dei diritti della persona
del Veneto
Attivitą di promozione, protezione e pubblica tutela dei minori di etą
L'attuazione della CRC in Italia: i risultati nel 4° rapporto di monitoraggio reso dal Gruppo di lavoro per la CRC

Quale la condizione dei minori nel nostro Paese rispetto agli standards di tutela dei loro diritti così come fissati nella Convenzione Onu dui diritti del fanciullo?

Il monitoraggio annuale periodico, offerto dal Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti del Fanciullo, pubblicato, come da tradizione, in occasione dell’anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU, con riferimento al periodo 2007 – 2008 offre un quadro della situzione sulla base di 7 raggruppamenti tematici in cui lo stesso Comitato ONU ha suddiviso gli articoli della Convenzione.

In particolare:

  1. Misure generali di attuazione della CRC in Italia
    L’art. 4 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) richiede agli Stati parte di impegnarsi ad adottare tutti i provvedimenti legislativi, amministrativi e di altro tipo necessari per attuare i diritti riconosciuti nella Convenzione.
    Il monitoraggio, seguendo le indicazioni del Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Comitato ONU), si concentra sulla verifica della conformità della legislazione nazionale ai principi della CRC, sul sistema di raccolta dati, sulle risorse stanziate per l’infanzia e l’adolescenza, compresa la cooperazione internazionale, sul coordinamento a livello istituzionale, sul Piano Nazionale Infanzia, sull’esistenza di strutture di controllo indipendenti e sulla formazione e divulgazione della CRC.
  2. Principi genrali della CRC
    Sono quattro i principi generali, trasversali a tutti i diritti espressi dalla CRC, individuati dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza come utili anche al fine di fornire un orientamento ai governi per la sua attuazione. Si tratta del principio di non discriminazione (art. 2 CRC) che stabilisce che tutti i diritti sanciti dalla CRC si applicano a tutti i bambine, bambini, ragazze e ragazzi, senza alcuna distinzione; il principio del superiore interesse del minore (art. 3 CRC) che stabilisce che, in tutte le decisioni relative ai minori, il superiore interesse del minore deve avere una considerazione preminente; il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo (art. 6 CRC) in cui si va oltre il basilare diritto alla vita garantendo anche la sopravvivenza e lo sviluppo; e il principio di partecipazione e rispetto per l’opinione del minore (art. 12 CRC), che sancisce il diritto di bambine, bambini, ragazze e ragazzi, di essere ascoltati e che la loro opinione sia presa in debita considerazione.
    Nel presente Rapporto, il Gruppo CRC ha inteso monitorare l’applicazione di tali principi nell’ordinamento italiano, andando a verificare come è evoluta la situazione rispetto alla partecipazione e all’ascolto dei minori in ambito giudiziario, ed introducendo un apposito paragrafo riguardo al principio di non discriminazione.
  3. Diritti civili e di libertà
    Sotto tale raggruppamento viene compreso il diritto al nome e nazionalità (art. 7 CRC); il diritto alla conservazione della propria identità (art. 8 CRC); i diritti alla libertà di espressione (art. 13 CRC), pensiero coscienza e religione (art. 14 CRC), associazione (art. 15 CRC); il diritto alla protezione della privacy (art. 16 CRC); il diritto all’accesso ad un’informazione appropriata (art. 17 CRC); il diritto a non essere sottoposto a tortura o trattamenti o punizioni crudeli, inumane e degradanti (art. 37 lett. a) CRC).
    In questo capitolo del Rapporto CRC viene iniziata un’analisi rispetto ai minori e i media, sia in termini di tutela che di sensibilizzazione ad un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media, nonché una breve nota rispetto al reato di tortura alla luce della raccomandazione del Comitato ONU all’Italia.
  4. Ambiente familiare e misure alternative
    All’interno del raggruppamento “ambiente familiare e le misure ad esso alternative”, il Rapporto di monitoraggio considera le seguenti questioni: la separazione dai genitori:i diritti dei bambini e degli adolescenti con genitori detenuti in carcere, il ricongiungimanto familiare: le famiglie islamiche in italia e la kafala, i minori privi di un ambiente familiare, il panorama dell’adozione nazionale e internazionale in Italia.
  5. Salute e assistenza
    All’interno di tale raggruppamento, il Comitato ONU suggerisce di considerare la situazione dei bambini e adolescenti con disabilità (art. 23 CRC), l’attuazione dell’art. 24 CRC, che riconosce il diritto di godere del miglior stato di salute possibile, e dell’art. 27 CRC che riconosce il diritto di ogni bambino e adolescente ad un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.
  6. Educazione, gioco, e attività culturali
    Sotto questo raggruppamento, viene monitorata l’attuazione della CRC rispetto agli articoli 28 (istruzione), 29 (finalità educative), 31 (gioco, attività ricreative e culturali): il riferimento è, in particolare, all’attuazione del diritto all’istruzione per i minori appartenenti a gruppi particolarmente vulnerabili, quali bambini e adolescenti di origine straniera, minori rom, minori che arrivano in Italia con l’adozione internazionale, bambini e adolescenti con disabilità. Inoltre, anche in considerazione della recente entrata in vigore della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, un’attenzione particolare è stata dedicata al diritto al gioco per i bambini con disabilità. Il monitoraggio dell’attuazione dell’art. 31 CRC ha riguardato anche l’ambito dello sport.
  7. Misure speciali per la tutela dei minori
    La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) prevede una tutela particolare a favore di alcuni gruppi di bambini e adolescenti in considerazione della loro maggiore vulnerabilità. Si tratta dei minori in situazione di emergenza, come i minori rifugiati (art. 22 CRC) e i minori nei conflitti armati (artt. 38 e 39 CRC); dei minori in situazione di sfruttamento economico, compreso il lavoro minorile (art. 32 CRC), abuso e sfruttamento sessuale (art. 34 CRC), vittime di tratta (art. 35 CRC) o di altre forme di sfruttamento (art. 36 CRC); infine dei bambini e adolescenti di minoranze etniche o popolazioni indigene (art. 30 CRC).

Questo 4° Rapporto di monitoraggio cade in un anno importante in quanto ad ottobre 2008 è calendarizzato il prossimo Rapporto periodico del Governo italiano al Comitato ONU, e l’Italia sarà chiamata a render conto di quanto fatto in questi anni per migliorare i diritti dell’infanzia e per attuare le Osservazioni Conclusive del Comitato ONU relative allo stato di attuazione della CRC in Italia, del gennaio 2003, e dei due Protocolli Opzionali alla CRC, del giugno 2006.

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